Negli ultimi vent’anni l’Occidente ha spesso costruito la propria identità attraverso momenti di adesione emotiva collettiva, proclamando di volta in volta “siamo” qualcosa: Charlie Hebdo, George Floyd, Black Lives Matter. Anche con i curdi è accaduto lo stesso: nel 2014, durante l’assedio di Kobane, sono diventati improvvisamente un simbolo universale di resistenza all’ISIS. Un sostegno intenso ma in gran parte emotivo, più narrativo che politico, legato alla paura globale del terrorismo. Passata l’emergenza, l’attenzione è svanita e i curdi sono stati lasciati soli, senza scandalo né mobilitazione. Proprio ora che avrebbero più bisogno di memoria e solidarietà. Ma perché? Ne parlo con Edoardo BuffoniSee omnystudio.com/listener for privacy information.