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- Il nuovo reportage firmato da Gigi Donelli, è un viaggio nell’est ucraino, al confine tra le regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk e Donetsk. In una cittadina che viene progressivamente coperta dalle reti antidrone, la comunità rurale di Blyzniuky rappresenta uno straordinario modello di resistenza e sviluppo locale in tempo di guerra. Attraverso la voce del sindaco ex Hennadii Korol, il racconto mostra come un territorio di frontiera faccia i conti con la guerra investendo sulla coesione. Grazie a finanziamenti interni e internazionali, il comune ha assorbito gli sfollati facendo crescere la popolazione da 17 a 23mila, offrendo alloggi gratuiti, borse di studio e scuole sotterranee a prova di bomba. Un capitolo prezioso del racconto è quello offerto dal presidio dell’italiana Emergency, impegnata sul territorio con cliniche gratuite di assistenza primaria e con le sue Community Health Workers per l’assistenza e le visite mediche a domicilio ai pazienti più fragili. Un'inchiesta che dimostra come la tutela del capitale umano possa opporsi alla distruzione della guerra d’invasione.
Ferite che diventano canzoni. La storia di Rnawa e di chi ha creduto in lui - di Livia Zancaner
25.10.2026Ha vent’anni, si chiama Luca, in arte Rnawa e nella musica ha trovato il modo per raccontare le proprie fragilità, attraversare il dolore e guardare al futuro. Nato e cresciuto a Milano, dopo anni difficili segnati da solitudine e sofferenza, arriva nella comunità Kayrós di don Claudio Burgio, dove incontra persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo in un percorso che lo porta fino alla pubblicazione del suo primo EP con Universal Music Italia. Otto brani che raccolgono le ferite degli ultimi anni, ma anche la voglia di ricominciare. Quella di Luca è una storia di rinascita, ed è il racconto di tanti giovani in cerca di una direzione, di adulti di riferimento e di uno spazio in cui essere ascoltati, senza sentirsi giudicati.EUROREPORTAGE - La battaglia sul nuovo bilancio europeo. Il punto di vista di Strasburgo - di Sergio Nava
24.10.2026Di quanti miliardi ha bisogno la macchina europea per funzionare? Per finanziare le politiche che i 27 Paesi membri possono condurre congiuntamente, al fine di migliorare la competitività e la coesione, garantendo risorse all'agricoltura? Circa 2000 miliardi in sette anni, come chiedono i parlamentari europei? O almeno il 25% in meno, come rivendicano i cosiddetti Paesi frugali? E su quali aree in particolare concentrarsi, per far funzionare l'Europa? Dietro a cifre e meccanismi apparentemente astratti, in queste settimane tra Bruxelles (Consiglio Europeo), Strasburgo (Parlamento Europeo) e le capitali si sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi per definire quale sarà l'Unione Europea che verrà. E se potrà sempre più contare su entrate proprie per finanziarsi, slegandosi progressivamente -anche solo in minima parte- dai contributi nazionali. In questo Euroreportage dal Parlamento Europeo di Strasburgo, Sergio Nava indaga sul punto di vista degli eurodeputati, in particolare italiani, su quale debba essere l'Europa che verrà, in termini di politiche da finanziare. E quali effetti, soprattutto, avrà sui suoi cittadini, in tempi sempre più incerti e alla vigilia di un importante ciclo elettorale.- Mentre a Bruxelles si discute del prossimo bilancio europeo 2028-2034, torna una domanda fondamentale: che fine fanno i miliardi di euro che l'Unione distribuisce agli Stati membri? Dalle infrastrutture al sostegno alle imprese, dall'agricoltura al PNRR, i finanziamenti europei rappresentano uno dei principali strumenti di investimento pubblico. Ma non tutti i Paesi riescono a utilizzarli con la stessa efficacia e una parte delle risorse finisce nel mirino della criminalità economica. Ma come funzionano i controlli? E quanto è difficile recuperare i fondi sottratti? Giulia Cannizzaro ne ha parlato con il Generale Fabio Dametto, Comandante del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie.
- Hanno bloccato le università e le strade, organizzato manifestazioni oceaniche, chiesto e ottenuto elezioni anticipate: ora gli studenti serbi, i veri leader dell'opposizione ad Aleksandar Vučić, che è al potere da oltre un decennio, sperano di vincere il 25 ottobre e di far entrare in parlamento i loro candidati scelti tra la società civile. Abbiamo incontrato a Belgrado alcuni degli aspiranti deputati della lista studentesca. Ci hanno raccontato come una protesta anticorruzione si è trasformata in una piattaforma politica grazie ai Gen Z. "Ci affidiamo ai giovani per cambiare questo Paese che noi non siamo riusciti a cambiare", ripetono.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli
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