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    Marcheno (Brescia) - 8 ottobre 2015 - Prima parte

    01.02.2026 | 43 min.
    Il 27 aprile 2022 il corpo di un maialino i 13 chili fu inserito nel forno fusorio di una fonderia di Provaglio d’Iseo, nel bresciano.Si trattava di un esperimento giudiziario in scala: lo scopo era capire che cosa accade a un corpo sottoposto a una temperatura di 900 gradi. L’esperimento era stato ordinato dal presidente della Corte d’assise del tribunale di Brescia che in quei giorni stava processando un uomo accusato di aver ucciso lo zio e di averne distrutto il corpo.

    Mario Bozzoli era scomparso l’8 ottobre 2015 alla fine di una giornata di lavoro nello stabilimento di cui era comproprietario insieme al fratello, a Marcheno. Una settimana dopo anche un operaio di quell’azienda era scomparso: il suo corpo era stato ritrovato pochi giorni dopo. L’autopsia stabilì che si era ucciso con una dose di veleno contenuta in un’esca per animali selvatici.Le indagini sulla scomparsa di Mario Bozzoli erano state lunghe e complesse. Più di quattro anni dopo si era arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio per il nipote Giacomo, con cui l’uomo aveva avuto duri contrasti per motivi economici.

    L’obiettivo finale dell’esperimento con il corpo del maialino era aiutare la giuria del processo a capire se il corpo fosse stato fatto scomparire all’interno del forno della sua azienda. La risposta dei periti incaricati dai giudici fu che sì, era possibile che Mario Bozzoli fosse stato gettato nel forno fusorio e che di lui fossero rimasti solo pochi resti poi fatti facilmente scomparire.
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    Marcheno (Brescia) - 8 ottobre 2015 - Seconda parte

    01.02.2026 | 1 godz. 7 min.
    Il 27 aprile 2022 il corpo di un maialino i 13 chili fu inserito nel forno fusorio di una fonderia di Provaglio d’Iseo, nel bresciano.

    Si trattava di un esperimento giudiziario in scala: lo scopo era capire che cosa accade a un corpo sottoposto a una temperatura di 900 gradi. L’esperimento era stato ordinato dal presidente della Corte d’assise del tribunale di Brescia che in quei giorni stava processando un uomo accusato di aver ucciso lo zio e di averne distrutto il corpo.

    Mario Bozzoli era scomparso l’8 ottobre 2015 alla fine di una giornata di lavoro nello stabilimento di cui era comproprietario insieme al fratello, a Marcheno. Una settimana dopo anche un operaio di quell’azienda era scomparso: il suo corpo era stato ritrovato pochi giorni dopo. L’autopsia stabilì che si era ucciso con una dose di veleno contenuta in un’esca per animali selvatici.

    Le indagini sulla scomparsa di Mario Bozzoli erano state lunghe e complesse. Più di quattro anni dopo si era arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio per il nipote Giacomo, con cui l’uomo aveva avuto duri contrasti per motivi economici.

    L’obiettivo finale dell’esperimento con il corpo del maialino era aiutare la giuria del processo a capire se il corpo fosse stato fatto scomparire all’interno del forno della sua azienda. La risposta dei periti incaricati dai giudici fu che sì, era possibile che Mario Bozzoli fosse stato gettato nel forno fusorio e che di lui fossero rimasti solo pochi resti poi fatti facilmente scomparire.
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    Ascolta la puntata di Altre Indagini sull’omicidio di Giulio Regeni

    25.01.2026 | 8 min.
    Per ascoltare la puntata registrati qui.Il 25 gennaio 2026 sono passati dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo, in Egitto, nel 2016.Per questo anniversario sarà disponibile a chiunque la puntata di Altre Indagini che racconta il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni, e le indagini e i processi che seguirono.
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    Rivara (Torino) – 13 gennaio 2016 - Prima parte

    01.01.2026 | 51 min.
    Gloria Rosboch, insegnante di 49 anni, scomparve nel primo pomeriggio del 13 gennaio 2016 dopo essere uscita dalla casa dove viveva con i genitori, a Castellamonte in provincia di Torino.

    Il suo corpo venne ritrovato il 19 febbraio all’interno di un pozzo per lo smaltimento del percolato in una discarica a 14 chilometri di distanza, tra Rivara e Pertusio.

    Gloria Rosboch era stata vittima di una truffa da parte di un suo ex allievo, Gabriele Defilippi, allora ventunenne, che l’aveva convinta a investire tutti i suoi risparmi, 187mila euro, in una società in realtà inesistente, promettendole una vita insieme, lontano dall’Italia. Quando la donna, dopo molti mesi, aveva scoperto di essere stata ingannata e aveva denunciato il ragazzo, lui aveva deciso di ucciderla. E l’aveva fatto con la complicità di un uomo, Roberto Obert, 53 anni.

    La storia dell’omicidio di Gloria Rosboch è la storia di una truffa organizzata con precisione e di un assassinio pianificato da Defilippi in modo da far ricadere l’intera colpa sul suo complice. Gabriele Defilippi, come emerse dalle indagini, aveva grandi capacità manipolatorie e le utilizzò per cercare complicità, crearsi appoggi e alibi. Altre persone vennero coinvolte. Fu un confronto all’americana tra i due indagati, Defilippi e Obert, a far emergere la verità su ciò che era accaduto.
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    Rivara (Torino) – 13 gennaio 2016 - Seconda parte

    01.01.2026 | 59 min.
    Gloria Rosboch, insegnante di 49 anni, scomparve nel primo pomeriggio del 13 gennaio 2016 dopo essere uscita dalla casa dove viveva con i genitori, a Castellamonte in provincia di Torino.

    Il suo corpo venne ritrovato il 19 febbraio all’interno di un pozzo per lo smaltimento del percolato in una discarica a 14 chilometri di distanza, tra Rivara e Pertusio.

    Gloria Rosboch era stata vittima di una truffa da parte di un suo ex allievo, Gabriele Defilippi, allora ventunenne, che l’aveva convinta a investire tutti i suoi risparmi, 187mila euro, in una società in realtà inesistente, promettendole una vita insieme, lontano dall’Italia. Quando la donna, dopo molti mesi, aveva scoperto di essere stata ingannata e aveva denunciato il ragazzo, lui aveva deciso di ucciderla. E l’aveva fatto con la complicità di un uomo, Roberto Obert, 53 anni.

    La storia dell’omicidio di Gloria Rosboch è la storia di una truffa organizzata con precisione e di un assassinio pianificato da Defilippi in modo da far ricadere l’intera colpa sul suo complice. Gabriele Defilippi, come emerse dalle indagini, aveva grandi capacità manipolatorie e le utilizzò per cercare complicità, crearsi appoggi e alibi. Altre persone vennero coinvolte. Fu un confronto all’americana tra i due indagati, Defilippi e Obert, a far emergere la verità su ciò che era accaduto.
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Tutto quello che è successo dopo alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana. Una storia ogni mese, il primo del mese. Un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.
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