327 odcinków
- Nella prima puntata ci eravamo fermati a una telefonata anonima e a un nome: Mauro Ronchi, trentenne di Casamorcia. Il 2 dicembre 1997 viene arrestato.
Contro di lui c’è molto. Un fucile calibro 12 magnum, l’unico di quel tipo trovato nella zona, nascosto carico sotto il sedile della sua auto. Munizioni da cinghiale dello stesso tipo di quelle che hanno ucciso Maura, e alcune che mancano all’appello. Un alibi che crolla davanti a uno scontrino. Una Lancia Thema grigia vista sulla strada della fuga. E le testimonianze di molte ragazze, che raccontano di essere state seguite e di essersi viste sbarrare la strada.
Nel 1999 la Corte d’assise di Perugia lo condanna all’ergastolo.
Ma più si guarda da vicino, più qualcosa non torna. I testimoni lo riconoscono solo dopo aver visto la sua foto sul giornale. Il fucile è compatibile, ma nessuno può dire che sia quello. Nelle sue agende, dove annotava ogni donna che incrociava, Maura non c’è. E mezz’ora prima del delitto, su quella stessa strada, un fuoristrada rosso va e torna. Nessuno ha mai saputo chi lo guidasse.
Nel 2000 la Corte d’appello lo assolve: gli indizi sono gravi, ma non bastano a dire che sia stato lui, e solo lui. Nel 2001 la Cassazione conferma.
In questa puntata ripercorriamo l’accusa e la difesa, e proviamo a capire perché un caso in cui tutto sembra portare a una persona si chiude senza un colpevole.
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Gubbio, 6 novembre 1997. Maura Fondacci ha 31 anni, un negozio di pasta fresca e una vita senza ombre. Poco prima delle quattro del pomeriggio sale sulla sua Opel Corsa e imbocca la sterrata che percorre ogni giorno per andare al lavoro. Pochi minuti dopo il fratello, che la segue in auto, trova dei vetri in mezzo alla strada e la macchina ferma in uno spiazzo, con la radio accesa. Pensa a un incidente. Sono stati tre colpi di fucile.
Nessun movente, nessun nemico, nessun testimone oculare. Solo dettagli che non tornano: una portiera chiusa dall'interno da una donna che non la chiudeva mai, una marcia rimasta inserita, i bossoli spariti, un tartufaio nel bosco che sente gli spari e poi un motore che sale.
In questa prima puntata ricostruiamo chi era Maura, la sua ultima giornata minuto per minuto e la scena del delitto. Poi seguiamo l'indagine fino alla telefonata anonima che porta i carabinieri da Mauro Ronchi, un operaio trentenne di Casamorcia: un fucile, una Lancia Thema grigia, un'agenda piena di targhe. Per l'accusa è abbastanza. Ma lo è davvero?
Un caso quasi sconosciuto, irrisolto da quasi trent'anni.
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Beniamino Zuncheddu ha passato 33 anni in carcere per una strage che, secondo la giustizia italiana, potrebbe non aver mai commesso. Ma la sua non è la storia di un errore riconosciuto e riparato: è la storia di un sistema che per uscire dal giudicato ha dovuto aggrapparsi a un unico, fragile appiglio.
Nel 2019 la Procura di Cagliari riapre le indagini sulla strage di Sinnai del 1991, iscrivendo il fascicolo a carico di ignoti nonostante la condanna fosse già definitiva da quasi trent'anni. Da lì parte una nuova stagione di intercettazioni che porterà, nel 2020, a un'istanza di revisione. In questa puntata ricostruiamo passo passo quel processo: le prove che la Corte d'Appello di Roma ha respinto perché già viste e discusse trent'anni prima, le consulenze tecniche della difesa dichiarate inammissibili, e l'unico elemento che ha davvero fatto pendere la bilancia — poche frasi, captate per caso in un'auto, tra l'unico testimone sopravvissuto e sua moglie.
Il 26 gennaio 2024 Zuncheddu viene assolto. Ma non con la formula piena. La sentenza lo scrive nero su bianco: non è stata dimostrata la sua innocenza, è solo emerso un ragionevole dubbio. Trentatré anni di carcere, e ancora nessuna certezza.
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - 8 gennaio 1991, Sinnai, provincia di Cagliari. In un ovile isolato, tre uomini vengono uccisi a colpi di fucile. Un quarto sopravvive, gravemente ferito, ed è l'unico testimone di quello che verrà ricordato come uno degli errori giudiziari più gravi della storia italiana. La sua identificazione, arrivata dopo settimane e circostanze mai del tutto chiarite, manda in carcere un pastore di 36 anni: Beniamino Zuncheddu. Ci vorranno 33 anni, una fotografia mostrata troppo in anticipo e un'intercettazione ambientale per rimettere tutto in discussione. Ma quando la giustizia lo scarcera, non lo dichiara innocente: lo assolve per insufficienza di prove. Cosa è successo davvero quella sera nell'ovile di Cuile is Coccus? E può un uomo essere libero senza essere, agli occhi della legge, innocente?
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Il processo a Lindsay Clancy si è chiuso senza verdetto: sette giorni di camera di consiglio, oltre 30 ore di discussione, e alla fine una giuria spaccata 11 a 1 che ha costretto il giudice a dichiarare il mistrial. In questa seconda puntata andiamo oltre l'aula. Parliamo di Patrick Clancy: il marito che per internet è passato da vittima a sospetto numero uno, e smontiamo punto per punto ogni indizio che lo vorrebbe coinvolto. Ricostruiamo il caos mediatico che ha trasformato questo processo in un fenomeno da milioni di visualizzazioni e milioni di dollari in raccolte fondi — e il suo lato più oscuro: almeno due donne, in due stati diversi, hanno ucciso i propri figli nelle stesse settimane, con un legame esplicito e documentato con il caso Clancy in uno dei due episodi. Infine, torniamo alla domanda che nessuna giuria è riuscita a risolvere: Lindsay sapeva davvero cosa stava facendo? Proviamo a dare una risposta, con tutti i rischi che una risposta netta comporta.
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Racconteremo nel dettaglio alcuni dei crimini italiani più famosi e celebri la cui ricostruzione, anche a distanza di anni, non è ancora chiara. Cercheremo di fare chiarezza sulle ricostruzioni più agghiaccianti di omicidi che hanno sconvolto l'opinione pubblica italiana. In tutti questi crimini il colpevole non ha confessato e non esiste la certezza assoluta della colpevolezza degli indagati. Dpen Crimini vuole indagare le profondità più oscure dell'animo umano.
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