La pace -lo stiamo sperimentando con i conflitti in corso, dal Medio Oriente all’Ucraina- non è un dato acquisito. È una costruzione fragile, che richiede capacità industriale, innovazione tecnologica e capitale disposto ad assumersi il rischio del futuro. In primo piano è il tema della sicurezza, senza la quale non esistono crescita, progresso e libertà. Con una diversità di fondo rispetto al passato: per la prima volta, il capitale privato -venture capital, private equity, fondi strategici- non è un attore marginale, bensì una leva strutturale della deterrenza e della sicurezza occidentale. È uno dei temi principali del libro di cui ci occupiamo questa sera. In “Difendere il futuro, finanza, innovazione e geopolitica nella nuova economia della sicurezza”, pubblicato da Egea, ci viene proposta con precisione la genealogia del rapporto tra guerra, tecnologia e finanza, e come l’innovazione militare abbia storicamente anticipato e plasmato lo sviluppo economico e industriale. L’autore, nostro ospite, è Enrico Della Gatta, manager ed ex ufficiale dell’Esercito, con una lunga esperienza in operazioni multinazionali e presso le più alte istituzioni militari, nazionali ed europee. Attualmente è vice presidente di Fincantieri.