Quali sono i fattori che fanno la differenza nel rendere l’eventuale ritorno al nucleare dell’Italia un affare per la collettività? Il dibattito pubblico fin qui ha lasciato scarso spazio a questo tipo di valutazioni, eppure l’industria nucleare è una delle più sensibili alle condizioni al contorno: costo delle tecnologie e tempi di costruzione, oltre al costo del denaro e alla specifica composizione del sistema energetico, determinano il successo o l’insuccesso di un programma nucleare. Un’analisi condotta da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università dell’Insubria, ha provato a fare proprio questo: andare a vedere quanto nucleare conviene sviluppare da un punto di vista economico in 120 diversi scenari, che rappresentano altrettante combinazioni di fattori tecnici, economici e di contesto energetico. Ne parliamo con Mario Motta, professore di Fisica Tecnica e delegato alla transizione energetica del Politecnico di Milano.Scenari nucleari - 1a parte: i fattori che fanno la differenza
Quali sono i fattori che fanno la differenza nel rendere l’eventuale ritorno al nucleare dell’Italia un affare per la collettività? Il dibattito pubblico fin qui ha lasciato scarso spazio a questo tipo di valutazioni, eppure l’industria nucleare è una delle più sensibili alle condizioni al contorno: costo delle tecnologie e tempi di costruzione, oltre al costo del denaro e alla specifica composizione del sistema energetico, determinano il successo o l’insuccesso di un programma nucleare. Un’analisi condotta da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università dell’Insubria, ha provato a fare proprio questo: andare a vedere quanto nucleare conviene sviluppare da un punto di vista economico in 120 diversi scenari, che rappresentano altrettante combinazioni di fattori tecnici, economici e di contesto energetico. Ne parliamo con Mario Motta, professore di Fisica Tecnica e delegato alla transizione energetica del Politecnico di Milano.